I bombi sono insetti, appartenenti alla grande famiglia degli imenotteri. Più grossi e cicciottelli rispetto alle api, hanno il corpo ricoperto di una fitta peluria a bande gialle e nere, sono dotati di due paia di ali e volano producendo un caratteristico ronzio. Regine e operaie possiedono un pungiglione non seghettato, che in caso di puntura non resta conficcato provocando la morte dell’insetto, e possono quindi pungere ripetutamente; tuttavia i bombi hanno un carattere piuttosto timido e difficilmente sono aggressivi.

Ciò che li rende creature speciali è la preziosa funzione che svolgono nell’ecosistema: da loro dipende l’impollinazione e dunque la riproduzione di moltissime specie vegetali.

COME FUNZIONA LA VITA IN UNA COLONIA DI BOMBI

L’organizzazione sociale dei bombi è perfetta, super efficiente: ogni colonia è formata da poche centinaia di esemplari, suddivisi in riproduttori, ovvero le femmine e i maschi fertili, e operaie.

In natura il ciclo riproduttivo comincia con l’arrivo della primavera: la regina, che è stata fecondata prima del periodo di quiescenza invernale, dà inizio alla costruzione del nido, un agglomerato di celle in cui deporrà le prime uova. In brevissimo tempo nasceranno le larve, che si trasformeranno in ninfe e poi in operaie, le quali avranno il compito di ingrandire la colonia e procurare il cibo. Durante l’estate compariranno infine le femmine adatte alla riproduzione e i maschi, assicurando così la creazione di una nuova colonia l’anno successivo.

BOTTINATORI INSTANCABILI, IMPOLLINATORI ECCELLENTI

Di bombi ne esistono diverse specie, ma il Bombus Terrestris è quella più diffusa in Europa, allevata per motivi commerciali in tante altre parti del mondo, dal Nord Africa alla Nuova Zelanda, passando per Giappone, Corea e Russia, e particolarmente apprezzata da chiunque sia disposto a sperimentare i benefici dell’impollinazione naturale.

In particolare i bombi praticano un’intensa attività di bottinamento, ossia di raccolta del nettare e del polline per il nido, utilizzando l’apparato boccale non solo per succhiare, ma anche per scuotere i fiori in modo che ne rilascino grandi quantità. Questa specie di vibrazione, chiamata “buzz pollination”, fa sì che il polline venga in parte raccolto dall’insetto, in parte si attacchi anche alla sua peluria e venga trasportato di fiore in fiore.

Affidare ai bombi l’impollinazione di ortaggi e alberi da frutto significa utilizzare la forza delle leggi di natura a vantaggio dell’agricoltura: il rispetto dell’ambiente, infatti, andrà di pari passo col raggiungimento di risultati eccellenti in termini di resa e qualità delle coltivazioni. Questo perché:

  • I bombi sono lavoratori instancabili e dall’alba al tramonto si dedicano incessantemente al bottinamento.
  • Basse temperature, vento e giornate con condizioni metereologiche avverse non sono un problema, che può rallentare la loro attività.
  • Dal momento che le larve hanno necessità di tanto cibo, le operaie visitano ogni giorno una significativa quantità di fiori.
  • I bombi sono territoriali e tendono pertanto a non allontanarsi troppo dall’arnia nella ricerca di cibo.
  • Realizzano un’impollinazione rapida e uniforme e la perfetta allegagione dei fiori aumenta la produzione per ettaro, migliora la pezzatura e la forma dei frutti.
  • Il loro intervento riduce la possibilità di attacchi da parte delle muffe, in particolare la Botrytis cinerea.
  • Infine, i bombi sono facili da gestire e la manutenzione dell’arnia è semplicissima. L’unica promessa che l’agricoltore è tenuto a mantenere è una gestione fitoiatrica responsabile, data la profonda sensibilità di queste creature nei confronti di medicinali e altri prodotti chimici.

BROMOTIRRENA E LA PRODUZIONE DI BOMBI

Era l’inizio del nuovo millennio quando Armando Antonelli, fondatore di Bromotirrena, s’innamorò dei bombi. La sua lunga esperienza nel campo delle disinfestazioni agricole e l’impegno sempre più sentito a favore della sostenibilità ambientale l’avevano spinto ad andare oltre, nel desiderio di offrire un contributo concreto, forte e diretto a un nuovo modo di fare agricoltura.

È così, durante un viaggio in Marocco, ebbe inizio il percorso di studi, ricerche e consulenze scientifiche, al termine del quale inaugurò la prima – e tuttora unica – biofabbrica in Italia in cui si allevano colonie di Bombus Terrestris. Negli anni successivi l’arnia Super B si è affermata sul mercato nazionale, conquistando il plauso di moltissimi agricoltori.

BOMBI E POMODORI: UN SUCCESSO STRAORDINARIO

Tra le colture che hanno tratto maggiori benefici dall’introduzione di arnie artificiali di bombi c’è senza dubbio il pomodoro. I fiori di questa pianta sono infatti molto particolari: non producono nettare, il polline non ha interessanti qualità nutritive per gli insetti e, come se non bastasse, a causa della forma del fiore non è facile estrarlo. Ed è proprio qui che entrano in gioco i bombi: la caratteristica vibrazione, provocata quando s’attaccano al fiore, favorisce infatti un’abbondante fuoriuscita di polline, realizzando l’impollinazione in modo semplice, veloce e omogeneo.

Nel corso degli anni tale pratica si è consolidata e ha pian piano affinato soluzioni su misura, a seconda delle diverse tipologie di pomodoro coltivato, dei differenti tipi di ciclo colturale e della varietà dei contesti operativi, garantendo livelli di soddisfazione degli agricoltori sempre più elevati.

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