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È la domanda chiave che si pongono gli agricoltori, quando decidono di introdurre l’impollinazione naturale nelle loro colture. Bombi e api sono, infatti, gli insetti impollinatori più efficienti e utili all’uomo in tema riproduzione delle piante. In questo post analizzeremo le più importanti differenze tra le due specie di imenotteri.

ASPETTO FISICO E ORGANIZZAZIONE SOCIALE

L’ape solitamente misura 1-1,5 cm e solo la regina può raggiungere 2 cm, ha un corpo tondeggiante, con il torace marrone e l’addome peloso a strisce giallo-marrone o marrone-nero; il bombo è visivamente più grande, tozzo e peloso, con dimensioni da 1,5 a 2 cm per le operaie e sino a 3 cm per la regina e il suo corpo si caratterizza per la vivace livrea ad ampie strisce gialle e nere.

L’ape possiede un pungiglione seghettato, che durante la puntura resta intrappolato nel corpo altrui provocando la morte dell’insetto. Il bombo, invece, ha un pungiglione liscio e può pungere ripetutamente; tuttavia il suo carattere docile rende davvero rare le aggressioni all’uomo.

Colonia_bombus_terrestris

Entrambi vivono in colonie governate da una regina, l’unica a deporre le uova, e hanno una vita sociale molto ben organizzata. L’ape, tuttavia, ha sviluppato un più sofisticato sistema di comunicazione ed è dedita alla produzione di miele, mentre il bombo no.

STRATEGIE DI BOTTINAMENTO E IMPOLLINAZIONE

Ciò che conta maggiormente per gli agricoltori è misurare l’efficienza di questi insetti in termini di impollinazione dei fiori. Ed è per questo che andremo a studiare il loro comportamento durante la raccolta di nettare e polline.

  • Resistenza a condizioni metereologiche avverse

Per uscire dall’arnia, l’ape ha bisogno di temperature miti e una buona luminosità, mal sopporta il tempo umido e ventoso.

Il bombo tollera meglio il freddo e lavora tranquillamente anche in condizioni metereologiche avverse, come nebbia, vento e pioggia. Non solo i giorni di lavoro sono di più per il bombo, ma anche le ore di ogni singola giornata: è sempre all’opera.

  • Fedeltà ai fiori della coltura

Le api, come già detto, hanno sviluppato un eccellente sistema di comunicazione. Grazie a esso, se una di loro scopre l’esistenza di fiori più appetibili rispetto a quelli della coltura per la quale si desidera praticare l’impollinazione naturale, subito avvisa le altre, con il risultato che l’intera colonia si allontanerà alla ricerca del cibo preferito.

I bombi non lo fanno: difficilmente qualche esemplare si allontana dalla coltura che si trova nelle vicinanze dell’arnia e, seppure si avventurasse individuando fiori migliori, non sarebbe in grado di comunicarlo.

  • Quantità di fiori visitati

Osservazioni e studi scientifici hanno dimostrato che il bombo utilizza sempre il percorso che gli consente di visitare il maggior numero di fiori in minor tempo, volando velocemente da uno all’altro. Questo significa che, nello stesso arco temporale, il bombo “marchia” un numero di fiori superiori a quello dell’ape, favorendone l’impollinazione.

  • Velocità e qualità dell’impollinazione

A fare del bombo il re dell’impollinazione è il suo corpo grosso e peloso: quando vola sul fiore, produce una forte vibrazione (buzz pollination) che stimola la caduta del polline, il quale si attacca abbondantemente ai peli, consentendone il trasferimento di grandi quantità da un fiore all’altro. Mentre l’ape ha generalmente bisogno di più visite per completare l’impollinazione, al bombo spesso ne è sufficiente una sola.

Resta infine da sottolineare che l’apparato boccale del bombo, essendo particolarmente estensibile, gli permette di raggiungere efficacemente anche fiori profondi e con la corolla stretta, come nel caso del pomodoro.

In tutti i casi, l’impollinazione avviene in maniera rapida e uniforme, aumentando non solo la quantità ma anche la qualità dei frutti prodotti.

  • Adattabilità ad ambienti protetti.

Le api soffrono, se costrette a operare in serre o tunnel coperti: sono dimostrate le ricadute sul sistema immunitario, la maggiore suscettibilità ad agenti patogeni e lo stress ossidativo, che causa l’invecchiamento accelerato della colonia. I bombi possono essere utilizzati indistintamente sia in colture protette che in campo aperto.

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Si spiega così la crescita esponenziale dell’impiego di arnie artificiali di bombi per l’impollinazione di moltissime colture. A partire dagli anni ’80 sino a oggi, in quasi tutte le zone agricole d’Europa, Asia e Nord Africa tale pratica si è consolidata per il pomodoro, ma anche per numerosi altri ortaggi e alberi da frutto.

BROMOTIRRENA E LA PRODUZIONE DI BOMBI

Dal 2001 Bromotirrena è l’unica biofabbrica italiana a allevare colonie di Bombus Terrestris nei suoi stabilimenti di Fondi (LT), occupandosi direttamente dell’intero ciclo di vita e commercializzando l’arnia brevettata Super B.

Cosa offriamo ai nostri clienti

  • Garanzia di prestazioni ottimali, grazie alla selezione rigida e restrittiva in ogni fase dell’allevamento.
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